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Spazio personale di michele |
May 22 Le battaglie in cui si crede non sono mai perse. (Giudice Nino Caponnetto)Il 23 maggio del 1992 Giovanni Falcone non sapeva che sarebbe andato incontro ad una morte crudele e violenta su un pezzo come tanti di un'autostrada siciliana. E non sapeva, Falcone, che con lui sarebbero morti sua moglie e 3 agenti della sua scorta. Paolo Borsellino, invece, dopo la tragica fine del suo grande amico, era consapevole di essere nel mirino e che presto sarebbe toccato a lui. Il 19 luglio la mafia confermò purtroppo le sue sensazioni, e insieme a lui uccise altri 5 agenti di scorta, tra cui una mia conterranea, Emanuela Loi. Eliminando Falcone la mafia era conscia che il suo più grande avversario nelle istituzioni avrebbe cessato di creare problemi all'organizzazione. Probabilmente, però, sottovalutò il fatto che quell'attentato avrebbe risvegliato la coscienza degli italiani e ne avrebbe segnato l'esistenza. Nella sua bella storia della mafia pubblicata di recente da Laterza, lo storico inglese John Dickie ha scritto che tutti gli italiani si ricordano, più meno, cosa facevano quel 23 maggio. Giovanni Falcone fu infatti capace, insieme al Pool guidato e messo in piedi con la supervisione di Nino Caponnetto, di analizzare scientificamente il fenomeno mafioso; lo vuotò dei suoi contenuti caricaturali e ne studiò (grazie anche alle rivelazioni del superpentito Buscetta) la forma, le strutture interne, le strategie, i rapporti internazionali, la scientifica logica malavitosa, i rapporti perversi con la politica e le istituzioni che invece di combatterla se ne servivano all‘interno di logiche affaristiche e di mero potere. Viene allora da chiedersi se Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa, Chinnici, Cassarà, Giuliano, Impastato, Livatino, Libero Grassi, Don Puglisi (l'elenco è lungo: 639 vittime) siano morti invano. No, non lo sono. Certo, oggi Cosa Nostra non è più presente con i suoi delitti clamorosi ed efferati sui grandi mezzi d'informazione; continua però ad agire e a condizionare pesantemente la vita quotidiana di moltissimi italiani, anche dopo l'arresto di Riina e Provenzano. È allora più che mai necessario parlare del fenomeno mafioso, studiarne le radici storiche e i mutamenti nel tempo, discuterne nelle scuole. La sinistra italiana, che tante volte, nei decenni passati, ha pagato in prima persona per il coraggio di tanti suoi militanti nell'opporsi alla criminalità organizzata, continui allora a ricordarne non solo la memoria ma soprattutto la grande lezione, umana, professionale e morale. L'Italia è un paese in cui non conviene mai abbassare la guardia, e la sinistra non deve mai sentirsi affaticata nel tenere alta la bandiera della legalità e del rifiuto della prepotenza del crimine organizzato. Nino Caponnetto ci ha insegnato, non a caso, che le battaglie in cui si crede non sono mai perse. May 09 29° anniversario della morte di Aldo Moro e Peppino Impastato“Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto.. Sono queste le parole usate dal famoso gruppo musicale Modena City Ramblers nella canzone “I cento passi” per descrivere quello che ad oggi rimane uno dei momenti più tristi e oscuri degli anni di piombo. Ma non solo, perché la stessa notte in cui venne ucciso lo statista democristiano è stato consumato l’omicidio, per mano mafiosa, del giovane Peppino Impastato, a causa della sua opera di denuncia e di lotta contro il potere mafioso, che in quegli anni opprimeva il regolare svolgimento della vita sociale e politica in quella terra che lui amava tanto. Il 9 maggio è stato istituito come la giornata della Memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, in tutta l’Italia si sono svolte delle commemorazioni in onore di coloro che si sono spesi per l’affermazione dei diritti dei cittadini, e per combattere ogni forma di criminalità volta a limitare l’esercizio degli stessi. Rappresentanti regionali della Sinistra Giovanile e dei Democratici di Sinistra hanno partecipato alla fiaccolata in memoria di Peppino Impastato che ogni anno si tiene a Cinisi, dando così testimonianza di quanto oggi il ricordo di Peppino e gli insegnamenti prodotti dal suo infaticabile lavoro, educhino alla legalità e alla passione della politica pulita intere generazioni. April 26 Tristezza, Emozioni e Speranze: Due giovani riberesi al congresso di scioglimento della QuerciaSi è concluso sabato scorso il 4° e ultimo Congresso Nazionale della Quercia. Si è concluso con il pianto di Fassino, ma anche con la tristezza di chi, come noi, non voleva che quel giorno passasse alla storia come la fine di una esperienza politica che, tra molte difficoltà, ha cambiato l’Italia, dimostrando di essere un’alternativa all’egemonia delle destre. Noi non potevamo mancare e dalle città dove studiamo, Bologna e Milano, siamo arrivati a Firenze nella prima mattinata di sabato per prendere parte al congresso in qualità di invitati. Non sembrava vero stare davanti ad una platea di migliaia di persone e ai 1500 delegati provenienti da tutta l’Italia, mentre sul palco si alternavano leader politici, esponenti sindacali e semplici militanti. Una platea composta da uomini e donne, giovani e meno giovani che hanno seguito i lunghi lavori congressuali e che più volte si sono emozionati ascoltando interventi come quello fatto da Vincenzo Consolo in ricordo di Pio La Torre, dirigente del Pci ucciso 25 anni fa dalla mafia. Racconta la storia della nostra gente, delle lotte contadine e dei zolfatari, delle stragi mafiose che hanno fatto tanti, troppi martiri, da Placido Rizzotto a Pio La Torre, poi quando si fanno i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la sala gremita di gente, si alza in piedi e applaude dando un simbolico abbraccio alla vedova del giudice Caponnetto presente in sala. Applauditissimo anche l’intervento di Anna Finocchiaro che dai microfoni del Pala Mandela non si rassegna all’uscita di Mussi e gli dice “Non perdiamoci di vista”. Poi però si rivolge ai giovani, perché i giovani saranno la futura classe dirigente, gli stessi sui quali bisogna puntare per il rilancio del paese, e infine alle donne, che non hanno bisogno di quote perché uguali agli uomini per l’art. 51 della Costituzione. E’ la volta del Segretario Generale della CGIL Epifani che dal palco lancia a Fassino e a Rutelli un appello, la necessità dell’appartenenza del Pd al Partito Socialista Europeo e all’Internazionale Socialista perché è quello il campo in cui si riconoscono le organizzazioni dei lavoratori, confermando dunque quanto già detto con forza dagli altri due candidati alla segreteria nazionale Mussi e Angius. Dal tavolo della presidenza si alza Piero Fassino per il discorso di chiusura, dopo due giorni in cui ha incassato riconoscimenti e critiche, in cui ha dato l’addio al compagno Mussi con cui per 40 anni ha condiviso emozioni profonde, ma con il quale continua una sfida più grande, quella di governare l’Italia. Cerca di spiegare ancora il perché bisogna credere nel Partito Democratico dipinto come una casa comune dove fare confluire l’esperienza socialista e quella cattolica, esperienze che oggi possono davvero cambiare il nostro paese, lasciando alle spalle i contrasti storici. Fassino parla per un ora e mezza davanti a una platea meno numerosa di quella dell’apertura (non ci sono Fabio Mussi con i suoi delegati ma neanche Gavino Angius). Il suo discorso si conclude con la commozione di chi chiude l’ultimo congresso del proprio partito, e con la tristezza e l’emozione di chi, come noi, non condivide il progetto, ma anche di chi lo condivide ma si sente legato alla Quercia, icona di tante generazioni. Il congresso si è concluso. Nella sala risuonano le note della canzone di Rino Gaetano “Il cielo è sempre più blu”, anche se avremmo preferito una colonna sonora diversa, una di quelle che anima le feste dell’unità, tuttavia è stata un’esperienza bellissima che difficilmente potremo dimenticare. Il 21 Aprile 2007 sarà ricordato nei libri di storia contemporanea come il giorno dello scioglimento del più grande partito della sinistra italiana, ma forse anche come il giorno in cui la sinistra ha compreso l’esigenza di ritornare ad essere di nuovo unita.
Michele Triolo, Giuseppe Riggi (Sinistra Giovanile Ribera)
Pubblicato sul settimanale "Momenti di Vita Locale".
April 18 Iniziativa "Giovani e Ribera"Iniziativa "Giovani e Ribera"Sabato 21 Aprile alle ore 18:00 presso la Sala Convegni del Comune di Ribera si terrà l’incontro-dibattito “Giovani e Ribera”. Sono invitati a partecipare all’iniziativa tutti i giovani Riberesi ed i movimenti politici e apolitici, per trovare un momento propositivo e di sintesi con l’Amministrazione Comunale per il rilancio delle politiche giovanili a Ribera. La Sinistra Giovanile auspica un’attiva partecipazione all’iniziativa, perché soltanto partecipando in prima persona si può contribuire ad una sana ripresa della nostra realtà. Diamo spazio alle idee, smettiamola di chiedere ed iniziamo a proporre!
Sinistra Giovanile Ribera www.sgribera.suinternet.it April 02 Solidarietà al Compagno Gaetano AlessiGrave atto intimidatorio in piena campagna elettorale nei confronti di Gaetano Alessi, compagno e attivista di sinistra, impegnato con i compagni della SG e dell'Arci per una Raffadali migliore.
La Sinistra giovanile di Agrigento manifesta la sua più viva solidarietà al compagno Gaetano Alessi di Raffadali, vittima di gravi intimidazioni. Gaetano ha rinvenuto sul parabrezza della sua auto quattro fogli A4, pieni di minacce. Siamo convinti che questo sia un attacco dovuto al grande attivismo politico di Gaetano e del gruppo del giornale “Ad Est”, che si impegna a denunciare le carenze e le brutture del sistema.
Raffadali andrà alle elezioni amministrative questa primavera: non è facile il lavoro di chi si batte per la legalità e rivendica il diritto a poter fare una campagna elettorale democratica e pulita. Con questo atto siamo colpiti tutti: chi si impegna per la legalità, la giustizia, per la democrazia, partiti e associazioni. Domenica 1 aprile, alle 18,30 si inaugura il comitato elettorale del compagno Gianfranco Gueli, di fronte al Palazzo di Città. Saranno presenti i compagni di “Ad est”, la Sinistra Giovanile, l’Arci e il candidato SG al consiglio comunale Alfonso Casà. Noi ci saremo, a sostenere la battaglia del centrosinistra per la democrazia e la legalità a Raffadali. March 28 Noi vogliamo stare a Sinistra!!!
Il 25 Marzo scorso, nei locali della Sezione di Piazza Giovanni XXIII, si è svolto il Congresso Cittadino dei Democratici di Sinistra. I tesserati sono stati chiamati a esprimere la loro posizione in vista del Congresso Nazionale che si terrà il prossimo aprile a Firenze, e che vede contrapposte tre linee politiche riconducibili ai tre candidati alla segreteria nazionale, la mozione Fassino che auspica la creazione di un nuovo Partito Democratico formato da Ds e Margherita, la mozione Mussi che invece crede in un futuro dei Ds all’interno della Sinistra quale partito di ispirazione Socialista, e perciò contrario al Pd, e infine la Mozione Angius- Zani che non esclude la nascita di una nuova esperienza comune con la Margherita, ma che auspica una maggiore concertazione e definizione dei principi che costituiscono i pilastri su cui dovrà poggiarsi il nuovo partito. Dopo la presentazione delle tre mozioni davanti all’Assemblea, il Garante del Congresso, Maurizio Masone, ha dichiarato aperta ufficialmente la votazione. Dopo una lunga attesa durata quattro ore, durante le quali i compagni tesserati si sono recati presso il seggio per esprimere il loro voto, il garante ha comunicato l’esito della votazione che ha visto la partecipazione di 174 persone. La mozione Fassino ha prevalso con il 52,2% e 7 delegati al congresso Provinciale che si terrà il 30 e 31 Marzo ad Agrigento, la mozione Angius-Zani ha raggiunto il 43,8 delle preferenze con 5 delegati e la mozione guidata da Mussi il 4%. Su questi dati è doveroso fare una riflessione politica. La tendenza principale, quando si sono svolti circa 1400 degli oltre 6000 Congressi di Sezione della Quercia, è quella di un sensibile aumento della partecipazione rispetto al precedente congresso del 2005, ma si anche notato, non solo a Ribera ma in tutte le sezioni d’Italia, una presenza modesta alla discussione congressuale, mentre c’è una notevole partecipazione al voto. Questo mi preoccupa molto. Il partito in cui mi riconosco e di cui faccio parte è un partito in cui si è sempre discusso e dove chiunque, anche l’ultimo degli aderenti, ha avuto diritto di parola al pari dell’Onorevole Tizio o del Senatore Caio, soprattutto se in gioco ci sono scelte importanti che non riguardano solo la politica ma anche e soprattutto i cittadini. E’ questo che per decenni ci ha distinto dagli altri movimenti politici che da noi sono sempre stati criticati per l’eccessivo uso che facevano della parola liberale, e che ci rende orgogliosi di fronte a chi si vede imposte dell’alto scelte che dovrebbero essere concertate anche con la più piccola realtà politica. Non voglio che questo orgoglio venga meno, non voglio che il Nostro partito perda di vista l’obbiettivo primario che ha la politica, quello di mettersi al servizio dei cittadini in modo tale da rendere ognuno libero di decidere il proprio destino, di decidere quale futuro ritiene migliore per se, senza scendere ad alcun compromesso. E’ questo il partito in cui voglio stare e in cui voglio crescere politicamente. Siamo di fronte ad una scelta epocale per la Sinistra italiana e per tutto il mondo politico italiano. Il Segretario Fassino ha già annunciato che la prossima primavera farà germogliare il nuovo soggetto politico che rappresenterà la nuova forza riformista, liberale e democratica italiana. Io come tanti altri compagni, voglio rimanere a Sinistra, non so con quale partito e neanche con quali uomini e donne. Per me è inimmaginabile pensare di fare battaglie politiche contro compagni con cui ho condiviso emozioni, vittorie e sconfitte, avrei voluto che l’ipotesi di costituire un nuovo partito non fosse mai stata presa in considerazione. Certo non tutti la pensano come me e come sappiamo il momento dello scioglimento dei DS si sta avvicinando, tuttavia resta di fondamentale importanza far sentire la Nostra voce, la voce di chi vuole continuare a essere impegnato politicamente e civilmente per garantire i diritti dei più deboli e delle classi meno abbienti, cercando di perseguire quel principio dell’equità sociale tanto auspicato ma oggi quanto mai lontano.
Michele Triolo (Sinistra Giovanile Ribera)
March 18 Liberate Daniele MastrogiacomoLiberate Daniele Mastrogiacomo Una foto del nostro inviato Daniele Mastrogiacomo e un brevissimo appello in inglese e in arabo affinché tutti sappiano che il giornalista italiano deve essere lasciato libero. Poche parole: “Liberatelo, è un giornalista”. Perché Daniele è andato in Afghanistan a svolgere il suo lavoro di giornalista, di reporter che cerca le notizie e racconta.
Per questo vi chiediamo un firma per la liberazione di Mastrogiacomo. Ma vi chiediamo anche, se volete, di diffondere questo semplice messaggio. Potete farlo inviando la sua foto e l’appello in inglese o in arabo a vostri amici o conoscenti in qualunque parte del mondo, ai governi, ai giornalisti, alle televisioni dei paesi arabi. Oppure potete scaricarlo, farne un poster, un manifesto, uno screen saver da utilizzare finché Daniele non tornerà a casa.
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